Vincenzo Fatone
Blog personale e non solo
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set 28th

Nei mesi scorsi ho avuto l’esigenza di valutare un nuovo antivirus che non mi creasse problemi con un Server di Test Center per l’erogazione di esami della ECDL Core Level.
La versione di AVG installata in precedenza, infatti, cancellava un componente del Server e la cosa era alquanto seccante.
Il servizio di assistenza mi è stato di grande aiuto e, alla richiesta di un antivirus che avesse meno conflitti, me ne sono stati suggeriti alcuni tra cui Clamwin, appunto.
apr 17th
Settimana scorsa ho avuto a che fare con un portatile che non mostrava più le icone sul Desktop e la barra di avvio di Windows.
Un primo tentativo di ripristinare la situazione, e di capire da dove provenisse il problema, è stato quello di riavviare la macchina in modalità provvisoria e avviare una procedura di ripristino del sistema ad una data in cui non si fosse ancora manifestato il problema.
La procedura è andata a buon fine e le icone sono ricomparse, tutti i menu al loro posto e nessun segnale o indizio di comportamenti anomali. Indagando col proprietario scopro che non riusciva ad aprire due file di Word e, visto che la macchina era sprovvista di antivirus e non era mai stata connessa ad Internet, aveva pensato di scaricare ed installare AVG Antivirus per verificare una eventuale presenza.
Quindi connetto la macchina ad Internet e scarico AVG, lo installo, riavvio la macchina ed ecco che spariscono ancora le icone.
feb 12th
Dopo i primi due post relativi agli Account e agli Aggiornamenti automatici di Window, è venuto il momento di parlare di virus informatici e software antivirus.
I virus informatici sono piccoli software che hanno lo scopo di replicarsi, impadronirsi del sistema in cui si sono insediati e di diffondersi. A seconda degli scopi per cui sono stati creati, zombificano la macchina infettata creando una botnet. Ciò significa che il nostro computer passa effettivamente sotto il controllo di un’altra persona che lo userà per diffondere la sua creatura o per diffondere migliaia di messaggi di spam occultandosi, nel tentativo di impossesarsi di informazioni personali nostre e di altri utenti ignari (identità, carte di credito, conti correnti bancari etc.) con cui guadagnare dai 100 ai 7.000 dollari al giorno (dati di una ricerca dell’Università della California sui guadagni generati dallo spam, pubblicati il 17 novembre 2008 si OneItSecurity).
Questo solo per fare un esempio del problema e il business che intorno ad esso si è creato, stimato in diversi milioni di dollari, anche se esiste tutto un panorama sconosciuto, per cui la stima è per difetto.