Altro esempio con la funzione SE

Nel post precedente ho mostrato la funzione logica SE e la sua applicazione in un ipotetico calcolo di commissioni su una soglia predefinita.

Oggi vi voglio mostrare un altro esempio ed esplorare altre possibili applicazioni, soprattutto usando altri operatori logici.

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Un semplice calcolo dell’IVA

In questo post torno a parlare di Excel e di formule. Vedremo come fare un semplice calcolo di una percentuale. Nell’esempio un semplice foglio in cui calcolare l’IVA su una bozza di fattura o simile.

Come primo passo aprite Excel e nel nuovo foglio di lavoro create la tabella mostrata in figura.

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Un calcolo con le date

In questo post parlo ancora di formule in un foglio di Excel. Questa volta parliamo insieme di date e di come calcolare i giorni intercorsi tra una data odierna e una data passata.

Prepariamo un foglio di lavoro nuovo come nella figura.

es-data

Nella cella B3, per ottenere la data odierna, inseriamo questa funzione: =OGGI() (uguale, OGGI, aperta e chiusa parentesi tonda). Questa funzione legge la data odierna dall’orologio di sistema e la inserisce nella cella. La caratteristica è che questa si aggiornerà quotidianamente, quindi ogni giorno diversa.


Sotto, dalla riga 5, creiamo un piccolo elenco di date su cui andremo a fare il calcolo.

Nella cella C6 andremo ad inserire quest’altra formula: =$B$3-B6. B3 è bloccata in modo assoluto (vedi il post relativo, eventualmente) poiché la data odierna si trova solo e soltanto in questa cella. B6 rimane un riferimento relativo perché Excel dovrà poter leggere tutte le date del nostro elenco.

es-data1

Premere Invio sulla tastiera. Verrà visualizzato il risultato della formula, nel mio caso 64. Questi sono i giorni intercorsi tra la data odierna e la data in elenco, sul foglio di lavoro.

Attivare la cella C6 e trascinare mediante quadratino di riempimento nelle celle sottostanti per calcolare le rimanenti date.

Ecco come controllare quanti giorni sono intercorsi tra l’emissione di un documento ed oggi, giusto per fare un esempio pratico.

I riferimenti di cella in OpenOffice Calc

Dopo la panoramica relativa ai concetti sui riferimenti di cella in Microsoft Office Excel 2007, mi sembrava corretto fare un parallelo con la Suite OpenOffice, una delle più diffuse (se non la più diffusa) raccolte di software per l’ufficio dopo Microsoft Office.

OpenOffice è una Suite opensource, gratuita e multipiattaforma, cioè liberamente utilizzabile sia a livello personale che professionale e installabile sia su Windows, che su Mac o Linux (molte distribuzioni la incorporano di default). L’ultima versione per Windows è la 3.0.1 e la potete scaricare dal sito del progetto. Il file è di circa 140 Mb e l’installazione è molto semplice, basta seguire le istruzioni a schermo. Sempre sul sito ufficiale è possibile accedere alla documentazione per imparare ad utilizzare il software.

Sul sito dell’Istituto Majorana sono disponibili delle comode video-guide su OpenOffice preparate dal prof. Antonio Cantaro.

Fatta la dovuta premessa, passiamo a parlare di Calc, l’equivalente di Excel 2007, e delle sue caratteristiche. La grafica del programma ricorda molto di più la versione 2003 di Excel e la struttura del foglio è praticamente la stessa, come si può vedere in figura.

cartella-lavoro

Tutti gli esempi riportati nei post sui riferimenti di cella relativi, assoluti, misti e tridimensionli si applicano nello stesso identico modo, tranne per il fatto che per inserire i blocchi ai riferimenti è necessario usare la combinazione di tasti MAIUSC+F4 invece del solo F4. Evito di ripetere i post e vi rimando a questi.

Riferimenti di cella relativi con Excel 2007

In questo post andremo a conoscere la base del funzionamento di Excel 2007 della Suite Microsoft Office. Excel è un foglio di calcolo, quindi uno strumento adatto a svolgere qualsiasi operazione di calcolo, dalle banali operazioni ad una complessa gestione di bilanci aziendali.

La struttura di un file di Excel, chiamata cartella di lavoro, è formata da colonne (A, B, C e così via) e da righe (1, 2, 3 e così via). L’incrocio tra una riga e una colonna si chiama cella e assume il nome combinando la lettera della cella (es. A) e il numero della riga (es. 1). La cella A1 è unica in tutto il foglio, cioè non ve ne sarà una uguale. Questa caratteristica ci permette di usare queste celle come contenitori e costruire formule estremamente flessibili che semplificano molto il lavoro.

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